Risaliva nel Sarca nella primavera del secondo anno di vita e al momento della riproduzione, quando poteva superare il metro di lunghezza e i 20 kg di peso, e veniva catturata alla pescaia di Torbole.
In seguito all’alterazione degli alvei del Sarca e nel Mincio con briglie e sbarramenti, e alla captazione dell’acqua per scopi irrigui ed idroelettrici, da diversi anni la riproduzione della trota lacustre del Garda non è più possibile. La sua sopravvivenza, oggi, è dubbia.
Molte delle trote che si pescano nel lago, pur presentando, la “morpha lacustris” (livrea argentea con macchiette nere a forma di X), non raggiungono le dimensioni della lacustre di un tempo. Si tratterebbe di semplici ecotipi della trota fario.
Dialetto: truta de lac, truta del Garda.
G. TOMASI, 2004 - I trecento laghi del Trentino. Ed. Artimedia – Temi, Trento, 535 pp.