Ha capo e bocca piccoli, corpo coperto da scaglie argentee facilmente asportabili e coda con lobi appuntiti. Può raggiungere una lunghezza totale di 60 cm e un peso di circa 4 kg.
Vive nei laghi con acque fredde e ben ossigenate, nei quali compie l’intero ciclo biologico. Si muove in grossi branchi che si nutrono soprattutto di zooplancton (copepodi e cladoceri), ma anche di invertebrati bentonici come molluschi, oligocheti, crostacei isopodi e larve di ditteri. Nel lago di Toblino, date le particolari caratteristiche idrologiche, la dieta del coregone è prevalentemente bentofaga e i pescatori dilettanti lo catturano con la camolera a fondo.
La maturità sessuale è raggiunta al secondo anno di età. Il coregone si riproduce in dicembre-gennaio, sui fondali ghiaiosi del lago vicino alla riva o in prossimità degli immissari. Ogni femmina depone alcune migliaia di uova del diametro di circa 2,5 mm. La schiusa avviene dopo circa un mese.
Originario del Lago di Costanza, il coregone lavarello è stato immesso nel 1918 nel Lago di Garda, dove si è acclimatato: su questa specie oggi si basa buona parte del reddito dei pescatori di professione che operano nel lago. A più riprese sono state fatte immissioni di coregone in diversi laghi del Trentino, con avannotti provenienti dagli incubatoi di Peschiera e di Cassone (Lago di Garda). Le carni del coregone sono pregiate e di sapore assai delicato.
Dialetto: coregon, lavarel.
G. TOMASI, 2004 - I trecento laghi del Trentino. Ed. Artimedia – Temi, Trento, 535 pp.