Simile al coregone, ne differisce per la prima pinna dorsale molto sviluppata sia in lunghezza che in altezza, di colore grigio, cosparsa di piccole macchie nere, con sfumature rossastre e violacee particolarmente evidenti nei maschi durante il periodo riproduttivo.
Il corpo è coperto di scaglie di media grandezza disposte in file longitudinali; il dorso e i fianchi sono di colore argenteo, spesso con riflessi giallastri, cosparsi anteriormente di piccole macchie nere. Il capo, appuntito, è piccolo, come la bocca, che è munita di denti ed ha la mascella superiore leggermente più lunga di quella inferiore. Nel periodo riproduttivo i maschi assumono una colorazione più scura. Può superare i 50 cm di lunghezza e oltrepassare il chilogrammo di peso.
Popola i corsi d’acqua di maggiore portata, con corrente vigorosa e substrato a ghiaia e ciottoli, dove l’acqua è ben ossigenata e la temperatura non supera i 18-20°C. Ha abitudini gregarie: il branco risale lentamente la corrente alla ricerca del cibo, lasciandosi di tanto in tanto trasportare a valle. Si nutre di invertebrati bentonici (soprattutto insetti e crostacei) e di insetti alati che si posano sulla superficie dell’acqua.
La maturità sessuale è raggiunta a tre anni. La riproduzione avviene in febbraio-aprile. Le uova, aventi diametro di 2-3 mm, sono deposte in nidi ricavati su fondo ghiaioso, in acque poco profonde. Ogni femmina ne depone alcune migliaia.
Il temolo ha carni buone ed è molto apprezzato dai pescatori sportivi.
Dialetto: temol, temel.
G. TOMASI, 2004 - I trecento laghi del Trentino. Ed. Artimedia – Temi, Trento, 535 pp.