Presenta corpo massiccio, grigio verdastro, con fianchi cosparsi di macchie irregolari che tendono a confluire in una banda longitudinale, ben distinta nei giovani. La bocca è molto ampia, con mandibola prominente, dotata di piccoli denti.
Come nel persico sole, la pinna dorsale è sostenuta da raggi spiniformi nella sua parte anteriore e da raggi molli in quella posteriore. Può raggiungere la lunghezza di 60 cm e il peso di 4 kg.
Originario del Nord America, predilige acque calde, a corso lento o stagnanti, ricche di piante acquatiche. Si nutre soprattutto di pesci, cacciando solitario o in piccoli gruppi vicino a riva, o rimanendo immobile seminascosto dalla vegetazione, in attesa della preda.
In maggio-luglio le femmine di almeno tre anni d’età sono condotte dai maschi a deporre poche migliaia di uova su nidi preparati nella ghiaia, vicino a riva. Il maschio custodisce il nido fin dopo la schiusa aggredendo gli eventuali intrusi, comprese le esche lanciate da pescatori di pochi scrupoli.
Il persico trota svolge un’azione limitante sull’eccessiva proliferazione dei pesci ciprinidi ed è perciò considerato un equilibratore dell’ittiofauna. E’ molto apprezzato dai pescatori dilettanti ed ha carni buone.
Detto anche: blak-bass, boccalone.
Dialetto: bocalon.
G. TOMASI, 2004 - I trecento laghi del Trentino. Ed. Artimedia – Temi, Trento, 535 pp.