Ha colore giallo – verdastro con alcune bande scure verticali sui fianchi e una gibbosità dorsale che si accentua con l’età.
Delle due pinne dorsali, l’anteriore è più grande, provvista di robusti raggi spinosi (che pungono talvolta il pescatore inesperto) e presenta una macchia scura in corrispondenza degli ultimi tre raggi. Le pinne ventrali sono in posizione avanzata, di colore giallo-arancio come la pinna anale e la caudale. Può superare i 40 cm di lunghezza e i 2 kg di peso, ma le taglie più frequenti nei laghi del Trentino sono sui 15 - 20 cm.
Vive in quasi tutti i laghi della provincia posti ad altezze inferiori ai 1000 metri, nell’Adige, nel basso Noce e nella fossa di Caldaro. Predilige acque ben ossigenate e con vegetazione. E’ un predatore prevalentemente ittiofago. Nei laghi si mantiene, in estate, in acque superficiali, a caccia di alborelle; nel periodo invernale si porta in profondità. Ha una spiccata tendenza al gregarismo, più accentuata allo stadio giovanile. Manifesta inoltre una certa tendenza all’erratismo (es. sporadiche migrazioni del novellame dal lago della Serraia nel rio Silla).
Si riproduce in aprile – giugno: ogni femmina depone sulla vegetazione vicino a riva decine di migliaia di piccole uova riunite in lunghi nastri gelatinosi. Gli avannotti nascono dopo 15 – 20 giorni. Col succedersi delle generazioni, le popolazioni di persico possono presentare notevoli fluttuazioni numeriche e, conseguentemente, diverse velocità di crescita degli individui.
Immesso nei laghi del Trentino nella prima metà del secolo scorso dai pescatori di professione, il persico è apprezzato anche dai pescatori dilettanti. Inoltre è semplice da propagare, essendo le uova facilmente recuperabili: all’inizio dell’epoca di frega, i guardiapesca immergono in riva al lago delle fascine di legna, sulle quali poi si ritrovano i nastri di uova deposti, che possono essere raccolti e trasportati altrove. Le carni del persico, delicate e saporite, sono assai ricercate; localmente praticata (es. lago di Caldonazzo) era la lavorazione in filetti.
Detto anche: pesce persico.
Dialetto: persec, pess persec, persego.
G. TOMASI, 2004 - I trecento laghi del Trentino. Ed. Artimedia – Temi, Trento, 535 pp.