Ha peduncolo caudale stretto e pinna caudale fortemente biloba, bocca con mascella superiore incisa, occhio con palpebra adiposa.
Il dorso è di colore verde-azzurro, con fianchi e ventre argentei; sui fianchi sono presenti fino a otto macchie nere di grandezza decrescente a partire dal margine dell’opercolo fino a circa metà del corpo. E’ presente una carenatura ventrale, costituita da una serie di piccoli scudi ossei che decorre dalla regione branchiale all’inserzione della pinna anale. Può raggiungere i 30 cm di lunghezza totale.
Forma branchi di migliaia d’individui che occupano la parte pelagica dei laghi più grandi, spingendosi nelle zone litorali in inverno e durante il periodo riproduttivo. Si nutre di plancton; presenta tuttavia alimentazione differenziata rispetto alle altre due importanti specie planctofaghe – il coregone e l’alborella – con le quali convive. Si riproduce in giugno-luglio, di notte, vicino alla riva, con temperatura dell’acqua superiore ai 15°C. Ogni femmina depone alcune decine di migliaia di uova su fondali ghiaiosi, in mezzo metro d’acqua.
L’agone è il pesce che viene pescato in maggior quantità nel Garda (2000-3000 quintali annui) assieme al coregone lavarello. E’ stato immesso nel lago di Caldonazzo, dove si è acclimatato. Le carni sono buone, anche se ricche di lische sottili.
Dialetto: scarabina (taglia piccola); sardena (taglia media); agom o agon (taglia grande).
G. TOMASI, 2004 - I trecento laghi del Trentino. Ed. Artimedia – Temi, Trento, 535 pp.