Conoscere il fiume ed i torrenti non significa solamente sapere dove si nascondono le trote, ma significa saper leggere i segnali che la natura ci invia prima che una situazione diventi critica e riconoscere i propri limiti.
In questo articolo dunque non parleremo di tecniche di lancio, o di quale sia la imitazione piu appropriata ma di sicurezza e consapevolezza: affronteremo i pericoli ed i rischi legati agli elementi naturali e artificiali, suggerendo come prevenirli. Condivido con voi queste poche ma importanti regole, maturate in tanti anni di esperienza sulle sponde dei nostri torrenti, perché la piacevole giornata di pesca è, innanzi tutto, quella da cui si torna a casa sani e salvi.
L'Acqua: l'elemento vivo e imprevedibile
L'acqua è il nostro terreno di gioco, ma è anche l'elemento più dinamico e potenzialmente letale. In un fiume di medie dimensioni, il pericolo maggiore è rappresentato dalle piene improvvise. Non serve un temporale sopra la vostra testa: le piogge a monte o il rilascio di una diga possono innalzare il livello dell'acqua in pochi minuti. Imparate a osservare i segnali: un aumento del rumore di fondo, un improvviso intorbidimento dell'acqua o l'arrivo di detriti galleggianti (foglie, rami, schiuma) sono campanelli d'allarme immediati. Se notate anche uno solo di questi fattori, uscite subito dall'acqua.
Quando siete in azione di pesca, il wading (guado) richiede la massima attenzione. Il rischio di incastro del piede tra i sassi è concreto e, con la spinta della corrente, può portare a cadute rovinose o fratture. La regola d'oro è muoversi lentamente, "tastando" il fondo. Se sentite che la corrente diventa troppo forte o l'equilibrio precario, non forzate: tornate indietro o uscite sulla sponda più vicina e facile, anche se non è quella dove avete parcheggiato.
La Terra: stabilità e insidie delle sponde
Sotto i nostri piedi e sopra le nostre teste, l'elemento terra nasconde rischi spesso ignorati. Il fondale dei fiumi trentini è spesso reso scivoloso dalle alghe o instabile dai sassi mobili. Una scivolata può significare una canna rotta, ma anche un bagno pericoloso in acque gelide. È qui che l'attrezzatura fa la differenza: calzature appropriate sono obbligatorie. Scarponi da wading con suola in feltro o Vibram chiodata offrono il grip necessario per affrontare le rocce più insidiose.
Non dimenticate di guardare in alto. Le forre e le valli strette del Trentino sono soggette alla caduta sassi, specialmente dopo piogge o disgelo. Anche le sponde terrose possono cedere improvvisamente. Quando camminate lungo la riva, cercate sentieri battuti e testate la solidità del terreno prima di caricarci tutto il vostro peso, specialmente se siete su un argine alto.
Meteo: i segnali dal cielo
Il vento in valle può alzarsi all'improvviso, trasformando una piacevole giornata in una sfida. Oltre a rendere difficile il lancio (con il rischio di conficcarsi un amo addosso), forti raffiche possono causare la caduta di rami o interi alberi, specialmente nelle zone boscose lungo il fiume. In caso di vento forte, evitate di sostare sotto alberi vecchi o pericolanti.
La consultazione dei bollettini meteo prima di partire è un dovere, non un optional. Tuttavia, in montagna il tempo cambia rapidamente. I temporali estivi portano con sé il pericolo dei fulmini. Ricordate che le moderne canne da pesca in carbonio sono eccellenti conduttori di elettricità: pescare durante un temporale equivale a maneggiare un parafulmine. Al primo tuono, smontate la canna e allontanatevi dall'acqua.
L'elemento "fuoco" in pesca si traduce spesso nell'esposizione solare. L'insolazione è un rischio subdolo: il riverbero dell'acqua moltiplica l'effetto dei raggi UV.
Un abbigliamento tecnico adeguato, un cappellino e, soprattutto, occhiali polarizzati sono essenziali.
Gli occhiali non servono solo a vedere i pesci, ma proteggono gli occhi dai raggi solari e, cosa fondamentale, dagli ami vaganti durante i lanci sbagliati o quando si libera un artificiale incagliato tirando con forza.
Fattori Umani: Le infrastrutture
Tra i fattori umani, prestate massima attenzione alle linee dell'alta tensione. Spesso attraversano i fiumi e, con canne lunghe (specie nella pesca a mosca o al tocco), l'arco voltaico può scoccare anche senza contatto diretto. Guardate sempre in alto prima di alzare la canna. Inoltre, rispettate scrupolosamente la segnaletica delle dighe: i cartelli e le sirene di avviso rilascio acqua non sono suggerimenti, sono ordini per la vostra sicurezza. Infine, usate ami senza ardiglione: in caso di incidente su voi stessi o sui compagni, la rimozione sarà molto meno dolorosa e traumatica.
Gli Animali: piccoli e grandi incontri
La fauna del Trentino è ricca e va rispettata, ma anche temuta il giusto. I pericoli più comuni sono spesso i più piccoli: insetti come vespe e ragni, ma soprattutto le zecche, portatrici di malattie. Controllate sempre i vestiti a fine giornata. Tra l'erba alta e le sassaie vivono anche vipere e bisce: guardate sempre dove mettete le mani quando vi appoggiate o vi sedete.
Per quanto riguarda i grandi mammiferi (orsi, lupi, cinghiali), la regola è la convivenza rispettosa. Fatevi sentire, non sorprendete gli animali e, se ne avvistate uno, allontanatevi con calma senza correre. Il fiume è casa loro; noi siamo solo ospiti.
Preparazione e Organizzazione: il kit del pescatore consapevole
La sicurezza inizia a casa. Pianificate l'uscita: informate sempre un familiare su dove andrete e a che ora prevedete di tornare.
Pescare in compagnia è sempre più sicuro che andare da soli: un compagno può aiutarvi in un guado difficile o chiamare soccorso in caso di bisogno.
Nello zaino, oltre alle attrezzature di pesca, non dovrebbero mai mancare :
- Un kit di pronto soccorso basico
- Una torcia a batterie (il buio in valle cala in fretta, specie se ci si attarda per il coup de soir)
- Scorte di acqua e cibo per evitare cali di zuccheri e disidratazione
- Il bastone da wading: la "terza gamba" indispensabile per saggiare il fondo e mantenere l'equilibrio nella corrente